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22-06-2004 - Basilea 2, in attesa del testo definitivo

Se i programmi del Comitato di Basilea saranno rispettati, sabato 26 Giugno potremo leggere il testo definitivo del nuovo accordo sul capitale, "Basilea 2", appunto.

Il documento definitivo ci darà finalmente delle certezze, anche se rimane del tutto incerto l'effetto complessivo che l'accordo avrà sulle imprese. L'accordo, come noto, ha come destinatarie le banche, ma incidendo sui costi che la banca sosterrà a fronte di ogni finanziamento effettuato, avrà, inevitabilmente, effetti anche sulle imprese.
Molto se ne discute e da tempo. Il documento definitivo (che non stravolgerà peraltro il contenuto dei precedenti) non cambierà la situazione: gli effetti, sulle banche e sulle imprese, si vedranno con il tempo.

L'accordo ci darà invece delle certezze sui tempi di applicazione dell'accordo: le banche che sceglieranno l'approccio "standardised" o "IRB Foundation" dovranno implementarli per la fine del 2006 mentre il Comitato ritiene che un ulteriore anno sia necessario per calibrare l'implementazione degli approcci più avanzati (e siamo quindi a fine 2007).

Di fatto le imprese si troveranno quindi molto presto ad essere valutate dalle banche attraverso lo strumento del rating (in parte già lo sono da parte di alcuni dei maggiori gruppi bancari).

Questo è il vero effetto di Basilea 2 che porterà a rivoluzionare il tradizionale rapporto banca-impresa. Laddove oggi alla base dell'affidamento bancario vi è soprattutto la conoscenza ed il rapporto con l'imprenditore, domani la valutazione della banca avverrà sulla base di dati oggettivi riguardanti l'impresa, con margini discrezionali molto ridotti. Tutto questo sia per una logica di rispetto "formale" dell'accordo (il processo di affidamento dovrà essere trasparente in quanto potenzialmente oggetto di auditing da parte dell'organo di sorveglianza) sia per motivi sostanziali in quanto in base al rating varierà il costo per la banca (in termini idi requisiti di capitale assorbito dall'operazione). Inevitabile quindi un effetto di "spostamento" degli affidamenti verso la clientela con miglior rating e di "divaricazione del costo" delle operazioni a vantaggio di queste stesse imprese.

L'effetto dell'accordo sulla singola impresa potrà quindi essere molto forte (in termini di riduzione-ampliamento degli affidamenti e di maggiore-minor costo del denaro). Viceversa l'effetto complessivo sul sistema potrà essere neutrale (stessi volumi complessivi di affidamento allo stesso costo medio), se risulteranno esatte le valutazioni fatte del Comitato, supportato dai risultati dei test di impatto eseguiti dalle banche.
Come si diceva in apertura, il documento darà delle certezze sui tempi e sui metodi, mentre gli effetti li vedremo con solo con il tempo. Resta quindi aperta la palestra del blabla, in grado solo di confondere le imprese, mentre queste farebbero bene a porre attenzione ai propri bilanci (e non più solo in termini fiscali).

A proposito di tempi e metodi per il blabla. Il testo definitivo dell'accordo NON è legge. E' un accordo tra banchieri, tra tecnici. Dovrà essere recepito in legge: per quanto ci riguarda c'è già in cantiere una direttiva CEE. Nel paese dove tutti discutono di tutto c'è ancora molto spazio per dibattiti e sterili polemiche. Ribadiamo il nostro modesto consiglio alle imprese: siate concrete, ponete per tempo attenzione al vostro bilancio, alla capitalizzazione, al rapporto di indebitamento, alla redditività, ai rapporti con il sistema bancario ... prima che lo facciano le banche!


Da lunedì vi daremo conto dei commenti e delle analisi sul testo definitivo dell'accordo.


pagina a cura dell'Osservatorio Permanente Basilea 2


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