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07-02-2005 - Basilea 2, il
punto
Basilea 2 è alle porte,
banche e imprese hanno pochissimo tempo per prepararvisi, se si
tiene conto non solo dello sforzo organizzativo e tecnologico richiesto,
ma anche e soprattutto della necessità di cambiamento culturale
e mentale che richiede in tutti gli operatori interessati al credito:
chi lo fornisce e chi lo riceve.
Le banche hanno da tempo calendarizzato il loro impegno in vista
di Basilea 2. Le aziende, viceversa, ci sembrano al palo, in attesa
di eventi, in attesa, come sempre, di qualcuno che dica loro "entro
la tal data devi fare questo e quello". Ma non hanno di fronte una
legge che le obbliga a fare qualcosa, entro una certa data: Basilea
2 è un regolamento per le banche, con scadenza per le banche, non
per le imprese! Per le aziende si tratta di capire cosa significa
il cambiamento in atto nel mondo bancario, che rischi e che opportunità
pone e cosa fare per non esserne penalizzate, ma, possibilmente,
per trarne benefici.
In realtà di Basilea 2 si parla e
si scrive molto, ultimamente, ma non sempre chi ne parla lo fa con
obiettivi di trasparenza e di informazione. Per esempio, è inevitabile
notare il continuo fiorire di posizioni "tranquillizzanti" da parte
bancaria sugli effetti del nuovo accordo. Per esempio, Il Sole 24
Ore del 1 dicembre (p.15) riferendo dell'accordo Abi-Confindustria
titola "Molti vantaggi con Basilea2": sembra il titolo di una buona
notizia per le imprese, ma leggendo l'articolo si trova che l'unico
accenno a Basilea 2 è il seguente "Basilea2, secondo i banchieri,
porterà soprattutto vantaggi in un sistema dove prevalgano imprese
che vogliano rafforzarsi attraverso l'aumento della patrimonializzazione,
che puntino all'internazionalizzazione e investano sulla tecnologia".
In pratica, a parte i richiami, retorici, all'internazionalizzazione
e alla tecnologia, le uniche imprese che trarranno vantaggi da Basilea
2 sono quelle pronte ad aumentare i mezzi propri.
Intendiamoci, se vogliamo dire che
Basilea 2 è positiva perché stimola gli imprenditori a irrobustire
le imprese, siamo tutti d'accordo, ma bisognerebbe aggiungere, senza
falsi pudori, che Basilea 2 penalizzerà le imprese sottocapitalizzate,
troppo indebitate e scarsamente redditive. Guardando professionalmente,
tutti i giorni, i bilanci di tante pmi ci sembra che questa sia
la situazione più normale per tante imprese italiane.
Da qui la necessità che qualcuno
dia la sveglia alle imprese: per non essere penalizzati da Basilea
2 bisogna cambiare, bisogna redigere bilanci più trasparenti, più
veritieri nel mostrare la capacità di reddito delle imprese, più
efficaci nell'illustrare il valore delle imprese e, senza nessun
dubbio, occorre che le imprese si impegnino in un cammino di crescita
patrimoniale, cercando di arrivare in tempi rapidi ad un rapporto
di 1 a 3, 1 a 4 tra mezzi propri e mezzi di terzi (non di 1 a 20
o di 1 a 200, come troppo spesso si vede).
Lo stesso Sole 24 Ore, due settimane
dopo l'articolo sopra citato, il 13 dicembre, dedica un inserto
speciale a Basilea 2 ("Guida Basilea 2") che sottolinea tutti i
nostri dubbi e propone anche un test per capire come la singola
impresa si sta preparando all'impatto con le nuove regole.
Ma per essere concreti, quale sarà l'impatto di Basilea 2 sul rapporto
banca - impresa? Lo abbiamo detto tante volte, ma non ci stanchiamo
di ripeterlo: renderà più strutturato e più rigido il rapporto tra
la rischiosità dell'impresa (espresso dal rating) ed il costo del
denaro. Per evidenziare come queste non siano parole, ma fatti,
riportiamo un breve stralcio del regolamento dell'iniziativa PMI-Confidi
(linea di finanziamento alle PMI dell'Istituto San Paolo IMI garantita
dai Confidi), documento tratto dal sito del Confidi Milano: "In
linea con le direttive di Basilea 2, il costo del credito è correlato
alla performance economica di impresa. Lo spread applicato da Sanpaolo
Imi varia infatti in funzione del Rating attribuito dalla banca
all'impresa." E, subito dopo, una tabella mostra come, in funzione
del rating, lo spread passi dallo 0,7% per le imprese con il rating
migliore al 2,35% per le imprese con rating peggiore (ma accettabile!).
In pratica per un prestito di un
milione di euro in 5 anni, con un euribor del 2,175%, un'impresa
dal rating ottimo dovrebbe sborsare circa 74.000 euro di interessi,
mentre il costo del finanziamento salirebbe del 60%, a 117.000 euro
circa per le imprese con rating meno meritevole (ma, ribadiamo,
accettabile). Si noti che si tratta di prestiti garantiti da confidi
e da Fei fino all'80% e che prima di Basilea 2 le convenzioni banca
/ confidi erano flat: tutte le imprese accedevano allo stesso costo.
Questa è la rivoluzione copernicana portata da Basilea 2 .
Riportiamo di seguito uno stralcio del documento cui ci siamo riferiti:

Per le imprese è ora di pensare a Basilea, soprattutto in vista
della chiusura del bilancio 2004: è tempo di valutare il proprio
rating (attenzione, ogni banca valuterà la clientela con proprie
metodologie e strumenti, quindi nessuno può stimare un rating di
valore generalizzato) e soprattutto di valutare quali aree di indagine
ne possono penalizzare il risultato finale.
L'obiettivo deve essere quello di individuare i propri punti di
forza e le aree di criticità. Per ridurre le criticità e sfruttare
i punti di forza, ovviamente.
Abbiamo davanti un paio d'anni, un po' pochi per ribaltare un bilancio
inguardabile, ma certamente un periodo congruo per pianificare e
iniziare a realizzare interventi concreti in grado di migliorare
sostanzialmente il proprio profilo di rischio.
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